11/10/2022

Val Pusteria: uno sguardo alla stagione estiva e una previsione per l’inverno

“Le frequenze nei centri urbani sono i nostri flussi vitali!”

Il presidente mandamentale dell’Unione commercio turismo servizi Alto Adige per la Val Pusteria Daniel Schönhuber traccia un bilancio dell’attività dei centri urbani negli ultimi mesi. “Abbiamo avuto un ottimo inizio in giugno. Luglio e agosto sono andati meglio nei paesi che nella città di Brunico, perché, viste le condizioni meteo, gli ospiti hanno fatto meno gite nel capoluogo e si sono trattenuti di più nei paesi. Purtroppo, il mese di agosto, nei comuni che lavorano soprattutto con i turisti italiani, è andato male. Parliamo di un calo intorno al 20 percento. Abbiamo rilevato come il potere d’acquisto degli ospiti italiani abbia subito un drastico calo. I motivi sono sicuramente sia la situazione politica durante i mesi estivi, sia i molti aumenti dei prezzi. Settembre, al contrario, è andato molto bene. “In questi mesi i turisti vengono soprattutto da Germania e Svizzera, Paesi che vantano ancora un elevato potere d’acquisto”, afferma Schönhuber.

Per quanto riguarda i prossimi mesi invernali, il presidente mandamentale spera che, contrariamente alle previsioni, la stagione possa andare bene. La Val Pusteria dipende fortemente da questi mesi. “Se la stagione invernale venisse meno, molte aziende, soprattutto nel settore del commercio al dettaglio, avrebbero seri problemi. Purtroppo, già ora, nelle posizioni meno prestigiose e nei comuni meno sviluppati sul piano turistico, si nota chiaramente la presenza di locali sfitti”, assicura Schönhuber.

Attualmente, le aziende devono già affrontare molti problemi: la crisi energetica con la relativa esplosione dei costi, la mancanza di collaboratori e l’aumento dei prezzi dei prodotti in ambito commerciale. “Siamo molto preoccupati che i cittadini non possano più permettersi di fare acquisti. A tutto ciò si aggiungono gli altri problemi che dobbiamo affrontare. In questo periodo, per esempio, stanno per essere prese delle decisioni che rischiano di ‘tranquillizzare’ fin troppo i nostri centri urbani. Si stanno eliminando parcheggi col pretesto di potare più verde in paesi e città, molte linee di autobus aggirano i paesi (vedi l’esempio di Anterselva) e le strade ciclabili che attraversano più comuni non passeranno più in tutti i paesi (vedi l’esempio di Valdaora)”, elenca criticamente il presidente mandamentale dell’Unione.

A causa di queste decisioni molti fattori che portano frequenze nei centri urbani rischiano di sparire. Sul medio termine la conseguenza non può che essere una: chiusura di negozi e locali sfitti. “I nostri centri urbani non saranno più vivi e attrattivi per i residenti, ma anche per i molti ospiti, che frequentano i nostri paesi e città proprio grazie alla loro vivacità”.

Schönhuber conclude il suo bilancio con un appello: “Bisogna investire con ancora più forza nella vivacità e nell’attrattività dei nostri centri urbani e sensibilizzare a favore degli acquisti a livello locale, così che il commercio, ma anche la gastronomia e una serie di servizi, possano proseguire la loro attività nei centri urbani assicurando anche numerosi posti di lavoro. Le frequenze nei centri urbani sono i nostri flussi vitali!”
 
Il presidente mandamentale dell’Unione Daniel Schönhuber.
 
 
 
 
 
 
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